Lotta contro la discriminazione delle persone LGBT+: il Di Renault group si impegna e firma la Carta delle Nazioni Unite «Free and Equal»

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Sebbene lo scorso 17 maggio si sia celebrata la Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia e nonostante una forte presa di coscienza negli ultimi dieci anni, resta ancora molto da fare per combattere la violenza e le discriminazioni nei confronti delle persone LGBT+. Firmando la Carta «Free & Equal» delle Nazioni Unite e quella di «L’Autre Cercle» per la Francia, e proponendo corsi di formazione sulla gestione inclusiva, il Di Renault group dà il proprio contributo a questa causa.

Aggiornamento dell'8 giugno 2020

Trattare tutti su un piano di parità, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, aiutare e sostenere i collaboratori affinché si sentano inclusi, rispettati e valorizzati, contribuire a una società più inclusiva sia all’interno che all’esterno dell’azienda. È per tutti questi motivi che il Gruppo Renault si è unito alle aziende firmatarie della Carta delle Nazioni Unite «Free & Equal».
I principi fondanti di questa carta richiedono di sostenere la parità di diritti e il trattamento equo delle persone LGBT+* all’interno dell’azienda. Tra queste norme di condotta stabilite dalle Nazioni Unite figura la fine della discriminazione sul posto di lavoro, ma anche nelle operazioni commerciali rivolte ai clienti e al pubblico. La Carta incoraggia inoltre le aziende a difendere i diritti delle persone LGBT+ nei paesi in cui operano, anche attraverso la promozione e il sostegno alle associazioni locali.

Le decisioni delle imprese, che si tratti di risorse umane, investimenti, approvvigionamenti e persino marketing, possono avere un impatto reale, talvolta profondo, sui diritti umani.
Zeid Ra'ad Al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani

Mezzo milione di persone interagiscono nei luoghi di lavoro fisici e virtuali del Gruppo Renault, nell’ambito della nostra Alleanza con Nissan e Mitsubishi, nonché con i nostri numerosi partner in tutto il mondo.
La strada da percorrere è ancora lunga prima che l’inclusione diventi una realtà per tutte e tutti, senza eccezioni. Siamo tutti impegnati a raggiungere questo obiettivo comune e i nostri progressi sono costanti, con la convinzione incrollabile che la diversità ci renda più forti.
Francois Roger, Direttore delle Risorse Umane, della prevenzione e protezione degli immobili e dei servizi generali, Di Renault group

Includere tutte le forme di diversità all’interno dell’azienda

Accettare le differenze è un fattore chiave per il benessere individuale. Ciò permette a ciascuno di essere se stesso e di lavorare in un ambiente più sereno. La sfera professionale e quella personale sono strettamente legate. Non si decide di lasciare a casa il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere la mattina prima di andare al lavoro. Se la diversità di per sé non è un criterio di rendimento, promuoverla e integrarla contribuisce chiaramente a migliorarlo.

Chi sposta la montagna è colui che comincia a togliere i sassolini

Una singola azienda non può certamente, da sola, trasformare la società in cui opera, ma può adottare misure per contrastare le discriminazioni, combattere gli stereotipi, sostenere reti interne o iniziative, sensibilizzare i collaboratori affinché rispettino i diritti delle persone e usare la propria influenza per agire in modo positivo. È in questo contesto che il Di Renault group, oltre alla Carta «Free & Equal», ha scelto di sottoscrivere anche la Carta dell’Autre Cercle per la Francia. Ciò dimostra l’impegno globale del gruppo, che mira a tradursi a livello locale nei diversi paesi in cui è presente, laddove la legge lo consenta.
Riconoscere ciascuno nelle proprie differenze contribuisce così a costruire un’azienda in cui tutti si sentano ascoltati, riconosciuti e sostenuti.

Affrontare il cambiamento con una formazione sulla gestione inclusiva

Su iniziativa di Valérie Hallouin, membro della rete interna We’re OutStandInG volta a sostenere le persone LGBT+ all’interno dell’azienda, la Direzione Risorse Umane Francia ha dato vita a un corso di formazione “pilota” sulla gestione inclusiva. Il corso è stato lanciato nel dicembre 2019.

Valérie Hallouin, all’epoca Responsabile dei prodotti formativi per la gestione, e Fabienne Schaffhauser, Responsabile del servizio Formazione, si sono avvalse della collaborazione di esperti di inclusione aziendale per la sua progettazione.

Parallelamente, Sylvie Dugenest, Project Manager, e Anne Sophie Belloc, Responsabile di progetto HR Academy, hanno costituito all’interno del Di Renault group un incubatore che si occupa dei pregiudizi e degli stereotipi in azienda.

Qual è la genesi di questo corso di formazione?

Questo corso di formazione è nato da una volontà condivisa: rendere la funzione Risorse Umane un attore di primo piano nell’ambito dell’inclusione, assumere un ruolo di influenza nei confronti dei collaboratori e aiutarli a prendere coscienza dei propri stereotipi e del loro impatto.

È nata anche da una constatazione: molti corsi di formazione “specialistici” accessibili ai collaboratori del Gruppo sviluppano competenze trasversali attraverso moduli digitali quali “l’internazionale”, “il multiculturale”, ecc., ma pochi trattano l’inclusione in modo approfondito.

Come sensibilizzare sul tema della diversità e dell’inclusione e in che modo questa formazione si differenzia dalle altre?

Sensibilizzare i collaboratori attraverso azioni formative permette a ciascuno di ascoltare meglio, di comprendersi e di dare spazio a gruppi più dinamici. Ciò evita le frustrazioni e facilita l’impegno e la motivazione.All’interno del Gruppo Renault, i collaboratori possono già sensibilizzarsi sul tema della diversità tramite un «serious game», un formato digitale, moduli dedicati alla diversità o l’accesso a conferenze di esperti come quella di Pete Stone, uno dei più rinomati esperti in Francia in materia di diversità e inclusione.Il nostro nuovo corso di formazione sull’inclusione è leggermente diverso e mira ad arricchire questo percorso, incentrandosi su due parole chiave: interazione e adattamento. Si tratta di un corso in presenza articolato in due fasi, che lascia spazio alla riflessione tra una sessione e l’altra. Affronta in profondità il tema dell’inclusione attraverso un approccio molto aperto, per esaminare le pratiche dei manager e condividere esempi concreti vissuti «sul campo».Una sessione si è già svolta con due momenti salienti nel dicembre 2019 e nel gennaio 2020 e i manager l’hanno accolta con grande favore poiché rispondeva alle loro problematiche attraverso simulazioni molto concrete.Quali sono le vostre prospettive di diffusione?La Carta delle Nazioni Unite a cui aderiamo è internazionale. La nostra ambizione è che questa formazione possa andare a beneficio di tutti i collaboratori, poiché vogliamo che contribuisca alla trasformazione del Gruppo nel suo complesso. D’altra parte, desideriamo che ogni paese possa adattarla alle proprie specificità locali e al proprio grado di maturità in materia. Ogni paese potrà ispirarsi allo spirito e alle linee guida e costruire, insieme ai propri esperti e formatori locali, il programma più adatto alla propria realtà sul campo.

*LGBT+: I termini «lesbiche», «gay», «bisessuali» (o «bi») indicano le persone che provano attrazione per individui dello stesso sesso; il termine «transgender» (o «trans») indica le persone la cui identità di genere differisce dal sesso loro assegnato alla nascita, mentre il termine «intersessuale» indica coloro le cui caratteristiche sessuali non corrispondono alla concezione binaria di corpo maschile o femminile.