L'economia circolare applicata ai veicoli elettrici

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La tutela delle risorse naturali è una delle principali sfide ambientali del nostro tempo. Massimizzare il riutilizzo e il riciclaggio degli oggetti già prodotti è la soluzione promossa dal modello dell’economia circolare. Ma come si applica tutto ciò all’industria automobilistica? E in particolare ai veicoli elettrici? Facciamo il punto sulle iniziative messe in atto dal Di Renault group.

A CURA DEL GRUPPO RENAULT

Che cos'è l'economia circolare?

L'economia «circolare» si contrappone all'economia «lineare», risalente all'epoca dell'industrializzazione, in cui le fasi principali del ciclo di vita di un prodotto sono l'estrazione delle materie prime, la sua fabbricazione, il suo utilizzo e infine il suo smaltimento. Questo modello, basato su uno sfruttamento intensivo e illimitato delle risorse naturali, genera un notevole spreco con un conseguente impatto ambientale. Al contrario, il modello circolare mira a ottimizzare ogni fase del ciclo di vita di un prodotto al fine di ridurre il fabbisogno e la pressione sulle risorse naturali limitate, riparando, riutilizzando e riciclando i prodotti e i materiali già esistenti. Una responsabilità che spetta principalmente alle imprese, le quali devono ripensare la progettazione e i metodi di produzione dei propri prodotti per adattarli alle sfide del momento.

Una questione centrale nell'impegno di Renault

L'economia circolare costituisce, insieme alla diffusione dei veicoli elettrici e allo sviluppo di nuove soluzioni di mobilità, uno dei pilastri della strategia di Renault group per rispondere a tre sfide ambientali: la lotta al riscaldamento globale con la riduzione dei gas a effetto serra lungo l’intero ciclo di vita del veicolo, la salvaguardia delle risorse naturali con l’ottimizzazione del loro utilizzo e la tutela della salute con la riduzione delle emissioni inquinanti. In questo contesto, il Gruppo si è prefissato l'obiettivo di ridurre entro il 2022 la propria impronta di carbonio del 25% rispetto al 2010 e di aumentare del 50% l'utilizzo di materie plastiche riciclate rispetto al 2013.

Membro fondatore e Global Partner della Fondazione Ellen MacArthur dal 2010, il Gruppo Renault ribadisce il proprio impegno in questa direzione e si pone all’avanguardia in questo approccio industriale.

La sfida dell'economia circolare per le case automobilistiche

Nel settore automobilistico, come in molti altri, l’approvvigionamento di materie prime rappresenta una sfida cruciale. La crescente scarsità delle risorse e l’aumento della domanda mondiale comportano un aumento dei prezzi e costi aggiuntivi che gravano ogni anno in misura sempre maggiore sul settore. L'economia circolare, con la sua gestione completa del ciclo di vita, garantisce all'azienda una certa autonomia, il controllo dei costi e la regolarità dell'approvvigionamento, preservando al contempo le risorse naturali e il clima.

Il caso specifico dei veicoli elettrici

Sebbene i veicoli a combustione interna e quelli elettrici possano condividere e beneficiare degli stessi processi di ottimizzazione per alcuni materiali, la batteria agli ioni di litio propria di questi ultimi è oggetto di un circuito di valorizzazione dedicato. Infatti, la batteria utilizza in quantità non trascurabili materiali rari come il cobalto. Prolungarne la durata attraverso la riparazione, le applicazioni di seconda vita e infine il riciclaggio sono elementi centrali dell'economia circolare del veicolo elettrico.

Il riciclaggio del rame rappresenta una sfida importante anche per le auto elettriche. Queste ultime ne contengono infatti quattro volte di più rispetto alle loro controparti a combustione interna, in particolare nel motore elettrico e nella batteria.

Renault zoe en bord de mer

Le soluzioni concrete messe in atto dal Di Renault group

Un impegno storico e pionieristico

Già nel 1949, Renault ha innovato introducendo il «sistema di sostituzione standard», ovvero la revisione di componenti meccanici usati per la manutenzione e la riparazione dei veicoli nella rete post-vendita. Il cliente beneficia così di ricambi di qualità equivalente a quelli nuovi a un prezzo inferiore del 30-40%. Nel 2019, 35.000 motori, 29.000 cambi e 33.800 turbocompressori sono stati completamente ricondizionati grazie all’attività di remanufacturing del Gruppo. Il risultato è un risparmio dell’80% in termini di acqua, energia e prodotti chimici, oltre alla conservazione di notevoli quantità di materie prime vergini e risorse naturali. I veicoli elettrici, più recenti rispetto a quelli termici, sono ancora poco interessati da questa offerta di componenti rigenerati, ma il processo si applica già a elementi comuni a entrambi i tipi di veicoli, come i tablet R-Link.

Di Renault group ha inoltre anticipato i tempi integrando nei propri veicoli materie plastiche riciclate già da quasi 30 anni. Inoltre, con la creazione nel 2008 di Renault Environnement, una filiale dedicata all’attuazione dei principi dell’economia circolare, il Gruppo contribuisce a dare una seconda vita a componenti e materiali provenienti da veicoli a fine vita.

L'ecosistema sviluppato su scala industriale da oltre 10 anni attraverso questa filiale rende Renault il leader dell'economia circolare nel settore automobilistico.

Il Di Renault group è sempre più riconosciuto come pioniere e leader – nel settore automobilistico e non solo – nell’attuazione dell’economia circolare su scala industriale. Il gruppo sta sviluppando un ecosistema circolare unico, la cui storia è iniziata 70 anni fa e ha subito un’accelerazione negli ultimi 10 anni.
Curt Jean-Denis, Responsabile del polo Economia Circolare del Gruppo Renault

Una soluzione per tutte le fasi del ciclo dell'economia circolare

Riutilizzare e rinnovare i componenti per prolungarne la durata

I ricambi di recupero sono componenti in buono stato, principalmente parti di carrozzeria, prelevati da veicoli fuori uso (VFU) per riparare altri veicoli. Questo circuito, gestito da INDRA, la rete leader nella demolizione di autoveicoli in Francia e controllata al 50% da Renault, consente all’intera rete post-vendita del Di Renault group in Francia di accedere a un catalogo online che offre centinaia di migliaia di ricambi di seconda mano e di proporre ai propri clienti servizi di riparazione di qualità a prezzi ridotti e con un impatto ambientale molto basso.

La riparazione e il ricondizionamento sono al centro del ciclo di vita delle batterie dei veicoli elettrici, con un sistema simile a quello del "scambio standard" per le batterie in leasing. Le batterie difettose o danneggiate vengono inviate in officina, riparate e poi immagazzinate per rifornire la rete post-vendita

Aumentare l'utilizzo del veicolo

La questione dell’ottimizzazione delle risorse porta con sé quella della durata dei componenti, ma anche quella, più generale, dell’utilizzo dei veicoli. Questi ultimi, infatti, trascorrono la maggior parte del tempo in sosta. Il car sharing self-service, mettendo a disposizione veicoli per spostamenti occasionali, ne ottimizza il tasso di utilizzo offrendo al contempo una soluzione di spostamento flessibile ed economica ai propri utenti. Abbinato alla tecnologia elettrica, questo servizio a “zero emissioni*” decongestiona la città migliorando al contempo la qualità dell’aria e della vita. Lo sviluppo di questa mobilità sostenibile e condivisa è una forte ambizione di Renault, che ha investito in diversi servizi di car sharing elettrico in Europa come Zity o Renault Mobility. I veicoli elettrici del Gruppo Renault sono tra l’altro i più diffusi in Europa, con non meno di 8.000 veicoli in car sharing in circolazione, per lo più ZOE.

Prolungare la durata della batteria grazie a una seconda vita

Le batterie usate dei veicoli elettrici, la cui capacità di carica è ormai insufficiente per l'uso automobilistico, potranno essere riutilizzate per una seconda vita per circa altri dieci anni in applicazioni mobili o fisse. Per quanto riguarda la mobilità, si può citare ad esempio Carwatt, che utilizza queste batterie di seconda vita per trasformare veicoli termici (principalmente veicoli tecnici come i carrelli portabagagli negli aeroporti) in veicoli elettrici o, in un ambito completamente diverso, Black Swan, la prima imbarcazione 100% elettrica destinata a navigare sulla Senna a Parigi. In applicazioni fisse, queste batterie sono utilizzate in particolare per lo stoccaggio di energie rinnovabili intermittenti come il solare o l'eolico, come nell'esperimento in corso sull'isola portoghese di Porto Santo. Questo sistema può essere implementato in un edificio eco-progettato o integrato su scala più ampia nello sviluppo delle smart grid, le reti elettriche intelligenti.

Utilizzo di materiali riciclati e riciclaggio a fine vita

Una volta che i veicoli sono stati dichiarati «fuori uso», i materiali che li compongono vengono sottoposti a riciclaggio per essere reimpiegati nella produzione di veicoli nuovi (ciclo chiuso) o in altri settori industriali (ciclo aperto). Renault integra nella produzione di nuovi veicoli anche materiali riciclati provenienti da altri settori industriali.

Per il riciclaggio a ciclo chiuso del polipropilene, ad esempio, Gaïa, una controllata al 100% del Gruppo Renault, recupera attraverso la rete INDRA materiali provenienti da veicoli fuori uso (VFU), come i paraurti, che vengono poi trasformati in granuli e utilizzati per produrre nuovi componenti (ad esempio rivestimenti interni o accessori esterni) che si trovano su veicoli a combustione o elettrici. In questo modo, ogni Nuova ZOE contiene 22,5 kg di plastica riciclata.

Il riciclaggio a ciclo chiuso può avvenire anche utilizzando scarti di produzione come il tessuto utilizzato per realizzare le cinture di sicurezza e gli scarti tessili. Aggiungendo fibre ricavate da bottiglie di plastica, Renault ha sviluppato, in collaborazione con Filatures du Parc e Adient Fabrics France, un tessuto innovativo, realizzato interamente con questi materiali riciclati, che si trova nella Nuova ZOE. L'impronta di carbonio di questa produzione a ciclo chiuso è ridotta del 60% rispetto al processo standard.

Anche il rame viene riciclato: una parte del rame proveniente dai cavi elettrici estratti dai veicoli fuori uso dalla rete INDRA viene reimmessa nelle fonderie Renault per la produzione di componenti contenenti rame; un'altra parte viene destinata alle fonderie di rame per applicazioni automobilistiche o di altro tipo.

Il riciclaggio riguarda infine anche la batteria dei veicoli elettrici, di cui oltre il 60% dei materiali (in peso) viene riciclato. Il cobalto, il rame e il nichel vengono riciclati in misura superiore all'80%.

Le ambizioni di rafforzamento dell'economia circolare per il futuro

Con il passare del tempo e la diffusione dei veicoli elettrici, sarà possibile estendere a questi ultimi i processi e le procedure di ottimizzazione delle risorse già consolidati per i veicoli a combustione interna, come il remanufacturing.

Per quanto riguarda il riciclaggio, il Di Renault group si è impegnato ad aumentare del 50% entro il 2022 l’utilizzo di plastica riciclata rispetto al 2013, per raggiungere un totale di 64.000 tonnellate all’anno. Il raggiungimento di questo obiettivo passerà in particolare attraverso l'estensione dell'uso di questo tipo di materiali al di fuori dell'Europa, come nei mercati di Cina, India, Turchia o Brasile. Renault sta inoltre conducendo programmi di ricerca finalizzati all'implementazione del riciclaggio a ciclo chiuso del rame proveniente dai motori elettrici e dei materiali critici delle batterie.

* Nessuna emissione di CO₂ né di sostanze inquinanti atmosferiche soggette a regolamentazione durante la guida, ad eccezione delle parti soggette a usura.

Diritti d'autore: anyaberkut, OHM Frithjof, Frithjof Ohm INCL. Pretzsch, LEMAL Jean-Brice, Planimonteur, Di Renault group

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