I diversi tipi di batterie per auto elettriche
Pubblicato il
Sebbene la batteria agli ioni di litio sia oggi considerata la soluzione preferita per le auto elettriche, esistono tecnologie alternative, alcune delle quali risalgono a molto tempo fa. Dalle batterie al piombo a quelle agli ioni di litio, ecco una panoramica delle principali tecnologie di batterie utilizzate nel settore automobilistico!
a cura di Grouppo Renault
A 160 anni dall’invenzione della batteria ricaricabile al piombo da parte del fisico francese Gaston Planté, le tecnologie volte all’accumulo di energia in modo elettrochimico hanno compiuto enormi progressi. Tutti i lavori scientifici convergono verso un unico obiettivo comune: trovare il miglior compromesso possibile tra il peso della batteria, la sua capacità di accumulo, il suo costo di produzione, la sua durata, la sua capacità di ricarica e il suo impatto ambientale, in particolare al momento del riciclaggio.
Batteria al piombo
Inventata nel 1859, la batteria al piombo è ancora oggi utilizzata in molti veicoli, sia a combustione che elettrici. Nel 1899, l’auto elettrica «La Jamais contente», dotata di questa tecnologia, fu del resto la prima automobile a superare i 100 km/h, ben prima dei veicoli a combustione.
Oggigiorno, le batterie al piombo non vengono più utilizzate per la trazione: alimentano il circuito elettrico degli accessori o delle apparecchiature specifiche del settore termico, come il motorino di avviamento. La batteria al piombo offre solo una capacità limitata nonostante le dimensioni ingombranti e il peso elevato, ma ha il pregio di essere economica e semplice da produrre o riciclare. Utilizzata come dispositivo di accumulo principale per le auto elettriche fino agli anni '80, ha rapidamente ceduto il posto ad altre tecnologie più performanti.
Batteria al nichel-cadmio
Se negli anni '90 avete utilizzato batterie ricaricabili, conoscerete sicuramente la tecnologia al nichel-cadmio. Le batterie «Ni-Cd» presentavano numerosi vantaggi, tra cui un'elevata densità di energia e una durata compresa tra i 500 e i 1.000 cicli di ricarica.
Soffrivano invece dell'effetto memoria, un fenomeno fisico che compromette le prestazioni della batteria in caso di cicli parziali di «carica-scarica». Utilizzate per la produzione di veicoli elettrici negli anni '90, le batterie al nichel-cadmio sono oggi vietate a causa della tossicità del cadmio.
Batteria al nichel-metallo idruro
Con prestazioni paragonabili a quelle della tecnologia Ni-Cd, le batterie al nichel-metallo idruro, o «Ni-MH», hanno riscosso un successo più duraturo grazie all'assenza di metalli pesanti. Questa tecnologia di batterie ricaricabili portatili era la più economica all'inizio degli anni 2000: ecco perché ha dominato ampiamente il mercato dei veicoli ibridi fino all'avvento della tecnologia agli ioni di litio.
Batteria agli ioni di litio
Sviluppata all'inizio degli anni '90, la batteria agli ioni di litio si è progressivamente affermata come tecnologia di riferimento, sia nel settore dei trasporti che in quello dell'elettronica di consumo. Caratterizzata da una lunga durata, offre una densità energetica nettamente superiore a quella di tutte le tecnologie concorrenti e non presenta l'effetto memoria.
Richiede invece un imballaggio adeguato e un controllo preciso della ricarica, generalmente garantito da un circuito elettronico dedicato. Renault utilizza la tecnologia agli ioni di litio per la ZOE e gli altri veicoli elettrici della sua gamma. Il Gruppo sta inoltre lavorando all'integrazione delle proprie batterie in un modello di economia circolare volto a prolungarne al massimo la durata.
Batteria allo stato solido
La ricerca scientifica si interessa da sempre al concetto di batteria allo stato solido, ma è solo negli ultimi dieci anni che i progressi compiuti in questo campo consentono di immaginare, in un futuro lontano, la sua introduzione nel settore automobilistico.
Il principio consiste nel sostituire l'elettrolita liquido delle batterie con un materiale solido che potrebbe assumere la forma di un polimero plastico, di polveri inorganiche compattate o di una miscela dei due. In teoria, questa tecnologia presenta solo vantaggi: consente di aumentare la densità energetica e la stabilità, semplificando al contempo la gestione termica. La batteria allo stato solido è tuttavia ancora in fase di prototipo di laboratorio. La batteria agli ioni di litio ha quindi ancora un futuro roseo davanti a sé!