Le zone a basse emissioni (ZFE) in Europa
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In una zona a basse emissioni (o ZFE), possono circolare solo i veicoli meno inquinanti. Lo scopo di queste aree è ridurre l’inquinamento atmosferico in città. L’iniziativa sta riscuotendo successo: sempre più comuni, in una decina di paesi europei, hanno deciso di delimitare queste aree «più verdi».
a cura di Grouppo Renault
Che cos’è una zona a basse emissioni?
Una zona a basse emissioni (o ZFE) è un’area urbana il cui accesso e la circolazione sono riservati ai veicoli meno inquinanti. I criteri di accesso a tali aree sono stabiliti dalle autorità pubbliche in base alle caratteristiche tecniche e all’età delle automobili: in genere, i motori più vecchi o le automobili prive di filtri antinquinamento ne sono esclusi.
L'efficacia delle ZFE in termini di salute pubblica viene misurata grazie ai dati telemetrici giornalieri sull'inquinamento atmosferico. L'introduzione di un divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti comporta infatti una riduzione delle emissioni di particolato fine e anche di gas serra, poiché il minor numero di auto in circolazione in città riduce tale impatto ambientale.
Nelle zone a basse emissioni, le autorità comminano generalmente multe ai conducenti che non rispettano i divieti di circolazione. In alcuni paesi, appositi bollini (da apporre sul parabrezza in modo da essere facilmente visibili agli agenti) o telecamere (collegate a banche dati delle targhe) fanno parte dei mezzi che consentono di verificare che le auto controllate appartengano alla categoria corretta.
All’interno delle Zone a Basse Emissioni possono trovarsi degli Eco-Quartieri, dove si promuove l’uso della mobilità sostenibile. In Europa, alcuni paesi all’avanguardia nel settore della mobilità elettrica stanno inoltre moltiplicando le iniziative volte a realizzare una pianificazione urbana più rispettosa dell’ambiente. Ciò porta alla nascita delle smart city, città futuristiche in cui l’efficienza energetica, il controllo automatizzato del traffico o la raccolta di dati migliorano la qualità della vita e l’impatto ecologico di questi quartieri.
Quali sono le differenze tra ZFE, ZCR e ZPA, LEZ e ZEZ?
Esistono diverse denominazioni per indicare questo tipo di area riservata a una circolazione più “verde”. In Francia, quelle meno restrittive sono denominate ZPA (Zone di Protezione dell’Aria). Dal 2017, in queste aree, spesso grandi quanto diversi comuni, si applica la circolazione differenziata: i veicoli più vecchi o quelli sprovvisti di filtro antiparticolato ne sono banditi durante i periodi di picco di inquinamento.
Nelle ZFE questo divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti non è limitato a un determinato periodo. Un cartello indica l’inizio e la fine di queste zone. Sono i comuni a decidere quali categorie di auto sono ammesse o meno al loro interno. Possono accedervi solo i veicoli di determinate categorie Crit’Air.
Infine, il termine «Zona a basse emissioni» sostituisce l’espressione utilizzata fino alla fine del 2019, «Zona a circolazione limitata» (ZCR).
A livello internazionale, in inglese si usa il termine «LEZ» (Low Emission Zone) per indicare, in generale, le zone a basse emissioni. Si utilizza anche il termine «ZEZ». In queste «Zero Emission Zone» possono circolare solo veicoli elettrici privati e mezzi di trasporto pubblico a emissioni zero.
Le ZFE in Francia e il bollino Crit’Air
Attualmente in Francia esistono quattro zone a basse emissioni: una si trova nella Grande Parigi, una a Lione, un’altra a Grenoble e una quarta a Strasburgo. Queste tre aree regolano la circolazione in base al bollino Crit’Air, un adesivo da apporre sul veicolo che classifica i mezzi in sei categorie, da Crit’Air 0 (per emissioni zero del motore, categoria alla quale appartengono i veicoli elettrici) fino a Crit’Air 5, in cui sono classificati i veicoli ad alto impatto ambientale. I modelli termici più vecchi, considerati molto inquinanti, sono semplicemente «non classificati». Come ottenere il bollino Crit’Air? Le richieste devono essere effettuate sul sito certificat-air.gouv.fr.
Le ZFE della Grande Parigi
È stata istituita una zona a basse emissioni su tutto il territorio della città di Parigi e in 82 comuni della “petite couronne”, poiché non tutti i comuni hanno emanato ordinanze in materia. Il suo confine geografico coincide con l’autostrada A86. Sul territorio di Parigi (esclusi il périphérique, il Bois de Boulogne e il Bois de Vincennes), sono vietati i modelli classificati Crit’Air 4 e 5, nonché quelli non classificati. In periferia, i veicoli Crit’Air 4 sono autorizzati in tutte le altre città della Zona a Basse Emissioni (ZFE) metropolitana della Grande Parigi. Con il passare del tempo, i divieti dovrebbero estendersi ad altre categorie di veicoli: nel 2024, la città di Parigi bandirà i veicoli con classificazione Crit’Air superiore a 2, vietando così le auto diesel in città ed eliminando le emissioni più inquinanti nella capitale francese.
Le zone a basse emissioni e i relativi bollini in Europa
Nel 2019 si contano circa 300 zone a basse emissioni in Europa, distribuite in più di una decina di paesi. Sebbene, come nel caso del certificato Crit’Air, l’indicatore Euro (che indica l’età del veicolo dalla data di prima immatricolazione) determini in genere quali veicoli abbiano il diritto di circolare in tali zone, le condizioni pratiche non sono le stesse da un paese all’altro. In alcune città è necessario registrarsi online prima di circolare, in altre l’ottenimento di un bollino per posta (da apporre sul parabrezza) è un requisito indispensabile per evitare di pagare una multa. Informarsi prima di recarsi in alcuni centri urbani è quindi indispensabile per i viaggiatori europei!
La registrazione per le ZFE in Belgio
Le ZFE belghe, ovvero le “Zone a basse emissioni” secondo la denominazione locale, sono accessibili solo a determinati veicoli. Si trovano a Bruxelles e ad Anversa e richiedono la registrazione dei veicoli sui siti web dei due comuni. La capitale belga ammette solo veicoli diesel immatricolati dopo gennaio 2006 (a partire dalla norma Euro 3).
Da gennaio 2020 sono state istituite nuove zone a Gand. A breve seguiranno Malines e, nella regione della Vallonia, i comuni di Namur, Eupen e Liegi.
Le «milieuzone» nei Paesi Bassi
Amsterdam, Rotterdam e Utrecht hanno istituito delle «zone ambientali» in cui è vietata la circolazione di determinate categorie di veicoli. Non è necessaria alcuna registrazione preventiva, ma le auto diesel antecedenti al 2001, ad esempio, non possono circolare a Utrecht e Rotterdam. Queste restrizioni saranno armonizzate a livello nazionale tramite una normativa che entrerà in vigore nel corso del 2020, per garantire un’applicazione uniforme ad Amsterdam, Rotterdam, Utrecht, Arnhem e Maastricht. L’uso dell’auto elettrica è inoltre promosso nei Paesi Bassi all’interno dei quartieri ecologici.
Le ZFE e i relativi bollini in Germania
La Germania è stata pioniera in materia di ZFE (chiamate lì “Umweltzone”). Circa un centinaio di città applicano lì un sistema di circolazione differenziata: solo i veicoli diesel immatricolati dopo il 2006, quelli a benzina prodotti dopo il 1993 e, naturalmente, i veicoli elettrici possono circolare in queste zone. Un bollino, disponibile presso i rivenditori autorizzati, consente di circolare in queste zone senza incorrere in multe. In alcune città, come Amburgo, Stoccarda o Berlino, sono stati introdotti divieti ancora più severi. Interi tratti stradali o quartieri di queste città vietano la circolazione dei veicoli diesel non conformi alla norma Euro 6.
Le ZFE e l'immatricolazione in Italia per i turisti
Le «Zone a traffico limitato» (ZTL) sono state istituite in oltre un centinaio di comuni italiani e si applicano in particolare ai turisti. Consentono di regolare il traffico automobilistico, ma non si basano necessariamente su criteri ambientali. In alcune città, queste ZTL hanno lo scopo di preservare i beni culturali o naturali locali, e le condizioni per la loro istituzione dipendono da diversi fattori. I vari comuni non hanno armonizzato il sistema a livello nazionale: per viaggiare in Italia da una città all’altra, è meglio informarsi prima della partenza per sapere, ad esempio, se è necessario registrarsi online.
Le ZFE e i relativi bollini in Spagna
Sebbene sia stato introdotto un bollino per la «zona a basse emissioni» di Madrid, esso riguarda solo le immatricolazioni spagnole: nella capitale iberica, sono le strutture ricettive a fornire agli stranieri gli «inviti» necessari per circolare nel centro, a condizione che dispongano di un’auto recente o a basse emissioni. I veicoli diesel precedenti al 2006 e quelli a benzina precedenti al 2000 sono quindi vietati nei quartieri più centrali.
Barcellona ha inoltre delimitato un’area in cui, a partire dal 2020, nei giorni feriali dalle 7:00 alle 20:00 è vietata la circolazione dei veicoli a benzina precedenti alla norma Euro 2 e dei veicoli diesel precedenti alla norma Euro 4. E circa 138 città spagnole dovrebbero seguire l’esempio nei prossimi anni: una legge le obbliga infatti a istituire tali zone non appena superano i 50.000 abitanti.
Le ZFE e i relativi bollini in Portogallo
A Lisbona, la circolazione durante il giorno è consentita solo a veicoli di determinate categorie, in base a due zone: il centro storico è accessibile solo alle auto immatricolate dopo il 2000, mentre la periferia è accessibile solo a quelle immatricolate a partire dal 1997.
Le ZFE e i relativi bollini nel Regno Unito
Dalla primavera del 2019, Londra ha inaugurato una zona a basse emissioni ancora più rigorosa: la zona a emissioni ultra basse, o ULEZ. Il sistema prevede una tassa elevata sui veicoli inquinanti non appena entrano nella zona, il cui accesso è controllato da telecamere: ogni auto immatricolata prima del 2006 (a benzina) e del 2015 (a diesel) è soggetta al pagamento di una tariffa giornaliera di circa quindici euro.
L’introduzione delle ZFE in Europa rientra in una volontà politica più ampia. Vietando progressivamente, nei centri urbani delle metropoli europee, i veicoli più inquinanti, le autorità pubbliche incoraggiano a considerare i nuovi mezzi di trasporto come il modo migliore per proteggere l’ambiente. L’auto elettrica, in particolare, mette tutti d’accordo: l’assenza di emissioni di gas serra e di sostanze inquinanti dallo scarico la rende il veicolo ideale per circolare liberamente nelle ZFE europee!
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