La Twingo E-Tech electric è stata progettata per strappare un sorriso… e solcare l'aria

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Frédéric Aparici accanto alla nuova Twingo E-Tech Electric rossa

Arrotondata, giocosa, immediatamente riconoscibile: la Twingo non ha mai cercato di confondersi tra la folla. Eppure, la sua nuova generazione vanta un'aerodinamica esemplare. Come fa un'auto così accattivante dal punto di vista visivo a raggiungere una tale efficienza energetica? Tra eredità rivendicata e innovazioni sottili, il design della Renault Twingo E-Tech electric segna un ritorno all'essenziale: quello di un'auto che trasuda gioia, pur rimanendo al passo con i tempi.

Frédéric Aparici davanti alla nuova Twingo E-Tech Electric rossa

«La Twingo ha un aspetto allegro, ma è anche un’auto davvero seria.»

Frédéric Aparici

Responsabile del progetto di design Twingo

Erede e ribelle: la nuova Twingo rinasce senza rinnegare la propria anima

Da oltre trent'anni, Twingo incarna un'idea semplice: l'auto da città può essere divertente. Nel 1993, si imponeva già come un oggetto insolito pieno di ottimismo in un panorama automobilistico piuttosto uniforme. Tre decenni dopo, la nuova Twingo E-Tech electric si basa su questa eredità per inventare la propria modernità: quella di un'auto da città 100% elettrica, compatta, intelligente e accessibile.

Frédéric Aparici, responsabile del progetto Design Twingo, parla volentieri di retrofuturismo: «Non abbiamo cercato di copiare il passato, ma di dare un seguito allo spirito della Twingo originale. » Il lavoro dei suoi team è quindi consistito nel ridisegnare le proporzioni mitiche del modello: silhouette da monovolume, parabrezza inclinato, ruote posizionate agli angoli della carrozzeria. Il risultato: un’auto compatta, equilibrata, con sbalzi molto corti e cerchi di grande diametro (640 mm, record del segmento).

Più che una questione di estetica, questo gioco di proporzioni crea un portamento deciso sulla strada, allo stesso tempo stabile e agile: «Quando la si vede in movimento, si capisce subito che è una Twingo», racconta Frédéric. «È un’auto che ha carisma, che attira lo sguardo, ma senza esagerare».
Perché sì, la Twingo rimane prima di tutto un volto, uno «sguardo», termine caro al responsabile del progetto di design: «Non parlo più di illuminazione, parlo di sguardo. L’auto è viva. » Questo sguardo è costituito da due semicerchi luminosi sottolineati da una linea orizzontale, una firma immediatamente riconoscibile sia di giorno che di notte. In un batter d’occhio, riemerge lo spirito della Twingo I, modernizzato dalla tecnologia full LED.

Ogni dettaglio è stato curato con questo obiettivo: suscitare un attaccamento spontaneo, senza mai cadere nella banalità. Il disegno del cofano, il profilo dei componenti attorno ai fari o ancora la linea orizzontale che attraversa il montante del parabrezza: tanti discreti richiami alla prima generazione, integrati in una chiave contemporanea con l'ultima Twingo. «Volevamo che si percepisse la discendenza, anche senza poter spiegare il perché», sottolinea Frédéric.

Un giro al vento: l'aerodinamica secondo la nuova Twingo

Un'auto dalla forma "arrotondata" raramente rappresenta un buon punto di partenza per gli ingegneri aerodinamici. Eppure, la Twingo E-Tech electric vanta un eccellente coefficiente di resistenza aerodinamica per essere un'utilitaria. Un paradosso? Non proprio.

«Anche a 50 km/h, un’auto si muove nell’aria: la attraversa e questa la frena», spiega Frédéric Aparici. «Quindi sì, sulla Twingo ci occupiamo di aerodinamica, sul serio!» Anche se la Twingo rimane pensata per la città, la sua efficienza si misura anche su strada e in autostrada: a 130 km/h, ogni dettaglio conta per preservare l’autonomia della batteria.

I team di design e aerodinamica hanno quindi lavorato fianco a fianco, alla ricerca del miglior equilibrio tra forma e flusso. Il cofano inclinato, ereditato dal modello del 1993, non è solo un richiamo stilistico: permette infatti di ridurre la superficie frontale esposta all'aria. Le linee arrotondate, smussate e allungate, guidano i flussi d'aria senza creare turbolenze. Il design dei montanti del parabrezza e del tetto è stato rivisto per incanalare il vento, mentre il lavoro sulla parte inferiore della carrozzeria garantisce una maggiore stabilità alle velocità sostenute.

Ma è soprattutto nella parte posteriore che avviene la magia. Le alette integrate nei fanali posteriori svolgono un ruolo decisivo: prolungano la linea della carrozzeria e “accompagnano” in modo ottimale il flusso d’aria, evitando le turbolenze dietro l’auto. E non è tutto: anche il profilo del lunotto posteriore, di forma oblunga, è stato progettato per canalizzare il passaggio dell’aria. La sua forma leggermente affusolata, che si appoggia alla curvatura del portellone, agisce come una guida invisibile che orienta l’uscita del flusso e limita la depressione nella parte posteriore.

Questo lavoro di design permette di ottenere un effetto «levigato» raro su un’auto di questa categoria. «Questi dettagli sono fondamentali», confida Frédéric. «Sono discreti, ma fanno la differenza.»

La sfida era duplice: preservare la silhouette arrotondata ed espressiva che costituisce tutto il fascino della Twingo, raggiungendo al contempo un’efficienza energetica esemplare. Una sfida di design di precisione: la linea rimane morbida, ma ogni dettaglio ha una funzione.

Gli ingegneri della Renault parlano di un design funzionale. Nulla è stato aggiunto solo per motivi estetici: ogni dettaglio, ogni linea ha una sua ragion d’essere. Le minigonne discrete, le alette posteriori, il profilo del lunotto e le nervature sotto la carrozzeria contribuiscono tutte a ridurre la resistenza aerodinamica e a guadagnare preziosi chilometri di autonomia, che arriva fino a 263 km secondo lo standard WLTP.

In definitiva, la Twingo dimostra che un design “arrotondato” non è incompatibile con l’efficienza: basta pensarla in modo diverso. È proprio questo equilibrio tra morbidezza e rigore a renderla un’auto unica nella sua categoria.

L'emozione razionale: quando la forma diventa funzione

Fedele alla filosofia delle «auto da vivere», cara a Renault, la Twingo E-Tech electric coniuga estetica e funzionalità: un design che affascina tanto quanto è pratico.

Il suo profilo compatto e il parabrezza avanzato massimizzano lo spazio interno senza compromettere la linea. Il cofano corto migliora la visibilità in città. E se l'auto sembra «sorridere», non è solo per vanità: il frontale, leggermente arrotondato, favorisce il deflusso dell'aria verso i lati.

All'interno, la logica è la stessa: allegria ed ergonomia si fondono armoniosamente. I materiali sono chiari, le forme semplici, i colori vivaci. Lo schermo centrale da 10 pollici, con una grafica curata dai designer, offre un universo visivo ispirato alla fantasia della Twingo I.

Frédéric Aparici sottolinea: «Volevamo un’auto seria nella concezione, ma allegra nell’espressione». Questa filosofia traspare dalla coerenza tra la parte anteriore e quella posteriore, dalla leggerezza del design e dalla precisione della realizzazione. Nulla è casuale: persino il «sorriso» della parte anteriore contribuisce all’efficacia complessiva. In sintesi, Twingo E-Tech electric concilia due mondi che l’industria talvolta contrappone: l’emozione e la ragione. Dimostra che l’ingegneria può avere senso dell’umorismo e che il design può essere una scienza esatta.

Al passo con i tempi

La Twingo E-Tech electric è autentica, con le sue forme piene e i suoi volumi generosi. Incarna uno spirito: quello di un’auto ottimista, pratica, accessibile, che non nasconde la propria unicità.

Ma dietro il suo aspetto delicato, questa city car nasconde un vero e proprio lavoro di precisione: ogni linea, ogni curva, ogni angolo è stato studiato per rendere l'auto più slanciata, più efficiente, più moderna. La Twingo non si limita a fendere l'aria: la domina e la trasforma in un'alleata. Una forma arrotondata che sfreccia dritta, e un sorriso che, decisamente, non ha perso un briciolo del suo fascino.

Domande frequenti su Twingo E-Tech electric

Perché questa silhouette fa parte del suo DNA. I designer hanno voluto mantenere la personalità allegra e familiare del modello originale, conferendogli al contempo proporzioni più moderne e dinamiche.

Grazie a un lavoro meticoloso sul cofano, sui montanti, sui sottoporta e sui volumi, la Twingo E-Tech electric coniuga la morbidezza delle forme con l'efficienza aerodinamica. Il suo design riduce la resistenza aerodinamica senza rinunciare al suo fascino.

Prima di tutto per il suo carattere: un'auto accessibile, allegra e ingegnosa. Ritroviamo i tratti distintivi del 1993 (sguardo espressivo, proporzioni compatte, modularità degli interni), ma reinterpretati con le tecnologie di oggi.