Centro tecnico di Aubevoye: 40 anni di storia e passione per le auto

Pubblicato il

Il Centro Tecnico di Aubevoye (CTA) è un luogo segreto del Grouppo Renault

Nascosto nella foresta dell’Eure, nel cuore delle anse della Senna normanna, il Centro Tecnico di Aubevoye (CTA) è un luogo segreto del Grouppo Renault. Classificato come riservato, questo sito ospita tutti i prototipi dei marchi del Grouppo Renault per verificarne lo sviluppo. Alternando prove statiche e dinamiche, messa a punto e test di resistenza, è qui che i nuovi modelli vengono certificati prima di essere lanciati sul mercato. Costruito nel 1982, il CTA festeggia oggi i suoi 40 anni. Generazioni di donne e uomini appassionati si sono succedute per scrivere la storia di un intero sito, ma anche di una regione e di un sistema industriale eccezionale. Tra speranze e difficoltà, sforzi e successi, questi 40 anni segnano l'orgoglio di ogni collaboratore e tracciano la storia dei modelli che hanno mosso le prime ruote ad Aubevoye.

DI FLORENTINA DECA E DELPHINE ROSAIN-BOUSSIQUET

Centre Technique d’Aubevoye

Avvicinandosi alla città di Gaillon sulla strada dipartimentale 6015, a destra e a sinistra della carreggiata si estende solo la foresta. Prima di imbattersi nel cartello che indica la direzione del Centro tecnico di Aubevoye (CTA), nulla lascia intuire la presenza di questo sito del Grouppo Renault. Un centro tecnico unico e singolare che dispone di mezzi e strumenti all'avanguardia per riprodurre la gamma di sollecitazioni a cui le auto saranno sottoposte una volta nelle mani dei clienti. 613 ettari, 35 piste per un totale di 60 km, 42 banchi di prova, 2 gallerie del vento, 18 camere di corrosione, il tutto nascosto dietro 272 ettari di foresta che proteggono le auto in fase di sviluppo da sguardi indiscreti.

Qui possono entrare solo gli addetti ai lavori. Ma per festeggiare i 40 anni di questo luogo, dove la magia si manifesta ad ogni passo e ad ogni curva, vi invitiamo a un open day virtuale alla scoperta di tanti segreti!

Tutti i modelli del Grouppo Renault vengono testati presso il Centro tecnico di Aubevoye

Le piste di Aubevoye: 6 milioni di km di prove all’anno!

Se oggi il circuito più lungo del calendario di Formula 1 misura 7,004 km, tenetevi forte: la rete di piste di Aubevoye si estende per oltre 60 km e riproduce tutti i tipi di reti stradali conosciute nel mondo. Costruiti tra il 1982 e il 2000, i vari circuiti e le diverse strade faranno sognare gli amanti delle emozioni forti grazie al loro manto stradale, alle loro curve sinuose o ancora alle loro pendenze. Ma qui, al di là del piacere per i collaudatori di testare i prototipi Renault, Dacia o Alpine, la posta in gioco è ben chiara: ascoltare ogni rumore, testare ogni elemento, dallo sterzo alle sospensioni, passando per la resistenza e il comportamento su strada.

Per identificare correttamente i punti durante le prove, utilizziamo un metodo ben noto agli appassionati di circuiti: la denominazione delle curve.

Frédéric

Responsabile delle piste presso il Centro tecnico di Aubevoye

Sul tracciato per la guida sull'asciutto, ogni curva ha un nome ben preciso. Non stupitevi, c'è una spiegazione per tutto! Cominciamo con la «zampa d'oca». All'ingresso del circuito, la pista si biforca a sinistra e a destra, creando la forma di una zampa d'uccello. Poetico e metaforico! La curva successiva è stata battezzata «il dito di guanto». Non potrebbe essere più logico, dato che assomiglia proprio a… un dito di guanto, ben arrotondato. Per definire la curva più veloce del circuito (oltre 200 km/h), i responsabili della pista hanno reso omaggio a un pilota dal destino tragico, il due volte campione del mondo di Formula 1 degli anni ’50, Alberto Ascari. Segue poi un riferimento all’autodromo di Linas-Montlhéry, con le due curve che hanno ereditato il nome di «Boucles des Biscornes». La «curva della fattoria» si aggiunge alle curiosità, poiché le foto storiche testimoniano la presenza di una fattoria che si trovava nei pressi di questo luogo. E per finire, il famoso «pif-paf di uscita» che non ha bisogno di presentazioni: si vede l’immagine non appena se ne sente il nome. Utilizzata per la messa a punto del telaio, questa pista di 3,9 chilometri è ideale per effettuare tutta una serie di test: assetto dell’avantreno e del retrotreno, assetto, resistenza dei freni, affidabilità e trazione, reazione in derapata. La pista di comportamento sul bagnato è complementare a questa e arricchisce questa serie di test.

Prova dell'Alpine A110 S sul circuito di prova sul bagnato

Da Roma a Bruxelles, in pochi secondi

Partiamo ora alla scoperta di alcune capitali europee. È facile, basta seguire le indicazioni che riportano nomi come Roma, Bruxelles, Madrid e Londra. Si tratta infatti di segnare l’ingresso nel «centro città», un percorso lungo poco più di 2 chilometri che riproduce le condizioni di guida urbana: semafori, stop, dossi e numerosi incroci. In pochi secondi passiamo da Roma a Bruxelles. Buon viaggio!

Prova dell'Alpine A110 S sul circuito di prova sul bagnato

Passiamo ora al rettilineo di velocità. Come suggerisce il nome, è qui che si raggiunge la velocità massima sul circuito. I piloti possono spingere il motore fino a 250 km/h, con curve sopraelevate che consentono di raggiungere i 180 km/h senza sterzare. Tutti i test aerodinamici vengono effettuati qui. Ma c'è una curiosità che merita di essere menzionata. Su questo circuito, 16 enormi ventilatori sono posizionati a bordo strada e simulano il vento, con velocità che vanno da 14 a 72 km/h, al fine di verificare la stabilità di ogni modello e calcolare la deviazione dalla traiettoria. Per i veicoli commerciali, a causa del loro peso elevato, viene aggiunto un sistema elettronico di stabilizzazione per mantenere la stabilità in autostrada. Da notare che, come su un vero circuito, sull’anello di velocità si circola in senso antiorario. Emisfero sinistro del cervello, circolazione sanguigna del cuore, forza centrifuga, tradizione romana: tante leggende e supposizioni per dare una spiegazione a questo fenomeno. Quello che è certo è che nessuno conosce (ancora) la risposta esatta. Ma è così!

E per cambiare registro, ad Aubevoye non mancano certo le ripide salite, i percorsi di media montagna e i sentieri misti, dove mettere alla prova i diversi modelli, compresi i 4x4. Oltre 40 metri di dislivello in montagna e altrettanti ponti da attraversare, buche da bombe e sentieri da percorrere per provare le emozioni più intense del fuoristrada. La particolarità della pista all-terrain è che la distanza è totalmente sconosciuta. E per partire alla prova, la leggenda dice che non bisogna mai avventurarsi da soli o essere (almeno) ben equipaggiati! Su queste piste, la trazione dei nostri modelli viene messa a dura prova. Un'altra bella curiosità? Sulla strada statale, sulle forti pendenze e in media montagna, ci sono tante curve a sinistra quante a destra.

Tutte queste piste ci vengono presentate in esclusiva e in video da Laurent Hurgon, collaudatore di Alpine Cars e responsabile dello sviluppo di tutti i modelli del Grouppo Renault presso lo stabilimento di Aubevoye.

Soluzioni innovative per la sostenibilità

Prima di lasciare le piste, facciamo una breve deviazione in alcuni luoghi dove i nostri veicoli vengono messi a dura prova. Per riprodurre ogni tipo di strada e simulare le condizioni meteorologiche di ogni paese, il CTA dispone di piste estreme. Ad esempio il tunnel della polvere, che riproduce le condizioni che si riscontrano in Argentina, un paese con un livello di polvere molto elevato. Per i paesi soggetti a forti precipitazioni, il guado d'acqua misura 24 centimetri di profondità, ai quali si aggiungono buche di 6 centimetri. In totale, i diversi modelli testati devono resistere agli urti causati dall'attraversamento di 30 centimetri d'acqua. È stata inoltre creata una gigantesca «pozza d'acqua» artificiale di 3 metri per 3, per assicurarsi che non si verifichino danni all'auto, anche quando la attraversa a 80 km/h.

Come avrete capito, le piste di Aubevoye offrono tante curiosità quanti sono i chilometri. Se le prove dinamiche sono fondamentali per verificare il comportamento su strada, quelle statiche sono indispensabili nella fase di progettazione dei nuovi veicoli. Al Centro tecnico di Aubevoye, i numerosi edifici ospitano strumenti e attrezzature che non si immaginerebbe nemmeno esistessero. Una breve panoramica delle messe a punto che determinano lo sviluppo di ogni modello.

Dai plotter ai computer: evoluzioni che hanno segnato la loro epoca

È del tutto normale chiedersi come venissero effettuati i test prima dell'avvento dei computer e dei software di calcolo. La risposta si trova ad Aubevoye, dove Jean-Marc, , esperto di test e metodi, ci spiega:

"Sono lontani i tempi in cui si usavano i tracciatori per registrare i parametri delle prove sui primi banchi a rulli del CTA! Ma l'obiettivo non è cambiato: offrire ai clienti i consumi più bassi senza rinunciare alle prestazioni. I mezzi di prova si sono evoluti continuamente per rispondere a normative sempre più severe e all'evoluzione delle tecnologie: motorizzazioni ibride, elettriche, a idrogeno... Ora sono centinaia i parametri misurati per analizzare e ottimizzare il rendimento dei veicoli."

In quarant'anni, i computer hanno sostituito anche i nastri magnetici per la registrazione dei suoni.

Oggi tutto viene misurato, persino il silenzio. Per ogni modello, la qualità acustica all’interno dell’abitacolo, ma anche all’esterno, viene attentamente monitorata per offrire il massimo comfort ai clienti e soddisfare le diverse normative. Anche le onde elettromagnetiche vengono controllate in particolari camere dette anecoiche e semi-anecoiche, situate nel cuore del laboratorio di Compatibilità Elettromagnetica costruito nel 2005. Camera acustica, camera per le radiofrequenze, camera di silenzio e immunità: tutte queste innovazioni contribuiscono a evitare le interferenze elettromagnetiche e a convalidare le nuove funzioni connesse dei veicoli, sempre più complesse.

Infografica sui banchi di prova + infografica sulle gallerie del vento + infografiche sulle camere di corrosione

Anchei banchi di prova, le gallerie del vento e i centri di corrosione fanno parte di questo centro unico nel suo genere. Le auto vengono sottoposte a sollecitazioni ripetute per testarne l'invecchiamento. Nebbia salina, gallerie del vento climatiche calde o fredde che riproducono temperature comprese tra –30 e +55 °C, con venti a 230 km/h: l'obiettivo è riprodurre in pochi mesi soli anni di utilizzo da parte dei clienti di tutte le regioni del mondo, comprese quelle più estreme.

E per concludere la storia di questo luogo straordinario, ecco ancora alcune curiosità da tenere a mente:

  • Per ogni albero abbattuto durante la costruzione delle piste e degli edifici, ne sono stati piantati altri tre all’interno e all’esterno del sito.
  • Data l'estensione dei numerosi ettari di foresta presenti nel centro, esiste un servizio di gestione forestale per la sua manutenzione e... per la vendita del legno.
  • L'anno scorsosono state riciclate 2300 auto a fine vita grazie a un'esclusiva piattaforma di riciclaggio presente nel sito.
  • Le presentazioni di design vengono realizzate in questo sito che offre una rete di piste al riparo da sguardi curiosi e teleobiettivi indiscreti.
  • Il percorso di sicurezza è lungo 14 chilometri.
  • Un nuovo banco di prova, unico in Francia, è in fase di avvio: combina la misurazione del consumo e dell'inquinamento, un ampio intervallo di temperatura e la simulazione solare.

Scoprite attraverso le immagini le principali fasi di costruzione di questo sito, diventato un punto di passaggio imprescindibile per tutti i veicoli del Grouppo Renault.

Il Centro tecnico di Aubevoye è stato costruito nel 1982
I primi percorsi furono realizzati nel 1982: anello di velocità, percorso di comportamento, area di manovra, percorso di lavoro ecc.
I primi banchi a rulli furono installati nel 1983 per effettuare le misurazioni e l'omologazione relative ai consumi e alle emissioni; da allora sono stati effettuati numerosi interventi di ristrutturazione, modifica e sostituzione
Le auto vengono testate con i mezzi dell'epoca
Nel corso degli anni sono state organizzate numerose mostre nella sede di Aubevoye
Realizzazione nel 2000 delle strade a forte pendenza, delle strade di media montagna e della strada statale
2020 – Messa in funzione di un nuovo banco di prova per l'autonomia climatica (-30 / +50 °C con simulazione dell'irraggiamento solare)