Renault Kiger, destinazione Himalaya
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Lo scorso febbraio, Kiger, il piccolo SUV indiano di Renault, ha affrontato le impegnative strade dello stato montuoso del Sikkim, ai confini dell’Himalaya. Undici collaboratori del centro tecnico Renault Nissan India hanno contribuito all’organizzazione di questa missione straordinaria nel nord-est del Paese. L’obiettivo? Mettere alla prova Kiger per verificarne la robustezza.
DI MAEVA PICHOT
Un percorso accidentato di 2000 km, tratti fuoristrada, forti dislivelli, altitudini molto elevate e traffico pericoloso. Si può dire che Kiger sia stato messo a dura prova! Dal 15 al 27 febbraio 2021, un team indiano di ingegneri specializzati in qualità e sostenibilità ha testato la robustezza del nuovo piccolo SUV indiano di Renault sulle strade dell'Himalaya. Un'occasione per valutare la solidità del telaio e delle parti soggette a usura del veicolo in condizioni estreme.

UN VIAGGIO SU STRADA UNICO
All’inizio di questo viaggio sulle pendici dell’Himalaya: tre Renault Kiger dotate delle diverse motorizzazioni e trasmissioni disponibili nella gamma. Le prime due, equipaggiate con il motore 1.0L Energy da 72 CV e 96 Nm di coppia, una con cambio manuale a 5 marce e l’altra con il cambio automatizzato Easy-R a 5 rapporti. E una terza dotata di un motore turbo a benzina a 3 cilindri da 1,0 L con 100 CV e 160 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a 5 marce.
A bordo, i collaboratori del centro tecnico indiano Renault Nissan, che si sono offerti volontari per questo test su larga scala, si preparano a vivere un'esperienza unica. Il viaggio inizia a Gangtok, capitale dello Stato montuoso del Sikkim. Poi, la spedizione percorre le strade dissestate intorno all'agglomerato urbano di Gangtok. Da Nathula a est, passo himalayano al confine con il Tibet, fino a Damthang a ovest. Lì, così come a Mangan, più a nord, le frane provocano crolli sulla carreggiata. Bloccata per diverse ore, il tempo necessario a liberare la strada, la squadra raggiunge poi, attraverso piste sempre più ripide, polverose e tortuose, il Punto Zero di Yumthang attraversando Lachung e la riserva naturale della Valle dei Fiori. Lungo il percorso, incontrano yak, pecore blu e altri animali selvatici d'alta quota che pascolano nei pressi delle sorgenti di acqua calda.
Il mal di montagna comincia a farsi sentire, ma i membri della squadra hanno pensato a tutto. Aglio, zenzero e popcorn sono alcuni dei rimedi tradizionali che assumono per prevenirlo. Al Punto Zero, ultimo avamposto della civiltà alla confluenza di tre fiumi, situato a 4.663 metri di altitudine, il panorama sui pittoreschi dintorni e sulle montagne innevate è spettacolare.
La spedizione si dirige poi verso il lago sacro Gurudongmar passando per Lachen. Situato a 5.154 metri di altitudine, è uno dei laghi più alti del pianeta. I suoi 118 ettari di acque turchesi, completamente ghiacciate durante i mesi invernali, lasciano letteralmente a bocca aperta l’equipaggio, che si gode appieno il momento nonostante i -11 gradi segnati dal termometro e le notti precedenti trascorse senza riscaldamento a causa dell’instabilità della rete elettrica.

Quando lo stomaco è vuoto, i membri della spedizione possono contare solo sui pochi panini e snack portati «per ogni evenienza» e sulle frugali provviste raccolte nei rari negozi di tè incontrati lungo il percorso. Abbastanza comunque per condividere un momento di convivialità attorno al fuoco, di fronte a un paesaggio splendido.
Una missione ricca di emozioni che ha permesso di stringere legami indissolubili. Al di là dell’eccellente lavoro di squadra che ha consentito di superare tutte le difficoltà e le sfide poste dal percorso e dalle prove da svolgere, i momenti di grande affiatamento vissuti durante il viaggio e i panorami mozzafiato rimarranno impressi nella memoria.
PRESTAZIONI AL TOP

Nonostante le difficili condizioni – ingorghi, strade dissestate e sentieri tortuosi, frequenti nuvole di polvere, l'isolamento di alcuni siti, forti pendenze, altitudini molto elevate e temperature spesso sotto lo zero – la spedizione porta a termine con successo la sua missione.
Vengono effettuati numerosi test di robustezza e durata. Particolare attenzione viene prestata alla rigidità del sottoscocca e alla struttura della carrozzeria. Durante la guida vengono effettuate misurazioni relative al rumore, alle vibrazioni e alla penetrazione della polvere. Avviamento a freddo, comportamento del veicolo su strade sterrate, percorsi accidentati e piste in pendenza, prestazioni in accelerazione in salita, freno a mano, sterzo… tutto viene esaminato minuziosamente in tempo reale.
Il bilancio di questa prova sul campo si è rivelato più che soddisfacente. Nulla ha fermato le tre Kiger, che si sono dimostrate all’altezza sia della giungla urbana che delle condizioni estreme dei grandi spazi aperti.
Nessuno dei tre veicoli ha subito guasti e i test effettuati hanno evidenziato ottime prestazioni nonostante l'altitudine molto elevata, indipendentemente dal tipo di strada. Veicolo estremamente completo nonostante le dimensioni compatte (3,99 metri), il peso contenuto (1.012 kg) e i 5 posti, il piccolo SUV indiano di Renault ha superato la sfida dell'Himalaya!
Grazie al passaparola delle concessionarie locali e delle persone incontrate lungo il percorso, questa avventura himalayana, che rimarrà impressa nella memoria dei collaboratori che vi hanno partecipato, ha puntato i riflettori sulla Renault Kiger, in vendita nella regione dalla primavera del 2021.




