Renault e l'arte:
l'audacia al servizio
della creatività
Dal 1967, il Grouppo Renault ha costituito una collezione d’arte che oggi conta circa 300 opere di artisti quali Vasarely, Erró, Dubuffet o Tinguely, oltre a un fondo di 200 fotografie storiche realizzate da Robert Doisneau, Robert Franck e Marc Riboud. Una forma di mecenatismo all’avanguardia che propone di invitare artisti contemporanei nel cuore dell’azienda e dei suoi stabilimenti per creare ponti tra l’industria automobilistica e l’arte. Oggi, la Collezione si rinnova reinvestendo nella Street art: un’arte popolare che, come i nostri veicoli, è nella strada, e dove la creazione e l’audacia sono permesse.

«Presente per natura nelle strade, il Grouppo Renault condivide con la Street art non solo uno spazio comune, ma anche la creatività, la popolarità, la maestria e il gusto per le sfide audaci.»
Catherine Gros
Vicepresidente Arte, Patrimonio e Mecenatismo
La Collezione d’arte:
costruire ponti tra il mondo dell’arte e l’industria automobilistica
Circa 60 anni fa, Renault ha lanciato un innovativo programma di mecenatismo denominato «Ricerca, arte e industria». Questa iniziativa invita gli artisti a recarsi nei reparti di produzione dello stabilimento per esplorare nuove vie creative, avvalersi di consulenze tecniche e attrezzature specializzate e dialogare con gli operai. Da parte loro, i dipendenti Renault scoprono un universo solitamente inaccessibile. Incontri arricchenti che stimolano l’innovazione nel cuore stesso dell’azienda.
Avviata già negli anni '30, in particolare con l'assunzione a tempo pieno del fotografo Robert Doisneau, la collezione d'arte Renault riflette sia la sua epoca che la storia dell'azienda. Composta da circa 500 pezzi, testimonia la collaborazione tra Renault e artisti contemporanei visionari già affermati negli anni '60, come Jean Dubuffet o il pittore di origine ungherese Victor Vasarely, che ridisegnò la Losanga nel 1972. Comprende inoltre scultori della corrente dei Nuovi Realisti come Arman o Jean Tinguely e, naturalmente, Erró, che ha preso a modello la storica Renault 5. La collezione comprende anche opere di artisti contemporanei come Jean-Luc Moulène, Heidi Wood o Angela Palmer.

Creare una collezione unica di Street art proiettata verso il futuro
Oggi, il Grouppo Renault inaugura un nuovo capitolo della sua avventura nel mondo dell’arte con la creazione del Fondo di dotazione Renault per l’arte e la cultura, volto a preservare le opere della collezione e ad arricchirla con artisti contemporanei provenienti dal mondo della Street art. Questa iniziativa testimonia la volontà di unire arte e industria a favore di un legame culturale che sia al tempo stesso popolare e innovativo.
Infatti, un movimento che porta l’arte nelle strade, rendendola accessibile a tutti, si riflette naturalmente nella nostra attività di casa automobilistica popolare. L’ambizione è quella di costituire una collezione unica, che rispecchi l’immagine dell’azienda: globale e caratterizzata da un legame particolare con la Francia. Sarà composta da acquisizioni, commissioni speciali e iniziative volte a diffondere la cultura artistica della Street art.
Dan Rawlings: creatore di pizzi metallici
Realizzato nel 2024 nel cuore di Ampere ElectriCity - Douai, il progetto dell’artista britannico Dan Rawlings riprende la visione dell’arte «in divenire» nei nostri laboratori di produzione. Noto per il suo delicato lavoro di intaglio del metallo in un pizzo ispirato alla natura, l’artista ha reinterpretato la Renault 5 E-Tech electric e una versione storica di questo veicolo iconico.
Guarda il videoJérôme Mesnager: le nostre facciate prendono vita
Iniziata negli anni ’90 sui muri dello stabilimento Renault di Billancourt ormai in disuso, la collaborazione con l’artista di strada Jérôme Mesnager è proseguita nel 2023.
Gli «Uomini in bianco» corrono sulla facciata nord dell’edificio storico e occupano anche i due medaglioni circolari del frontone ovest. «Il blu dei medaglioni richiama la “divisa da lavoro” degli operai e le membra degli “uomini in bianco” sono le lancette immaginarie dell’orologio del tempo di lavoro», spiega l’artista.
La Collezione d'arte:un secolo di storia
La storia della Renault è stata caratterizzata dalle commissioni affidate ad artisti. Spesso in anticipo sui tempi, questi creatori hanno ideato pratiche artistiche audaci, all’epoca non riconosciute dai musei. Avviata un secolo fa e ricca di diverse centinaia di opere – tra cui numerosi lavori di grandi dimensioni e cicli – la Collezione d’Arte Renault è particolarmente rappresentativa delle seguenti correnti: la fotografia cosiddetta «umanista», il Nuovo Realismo, la Figurazione Narrativa, l’Op Art o Arte Ottica, l’Art Brut.
La fotografia «umanista»
Robert Doisneau, impiegato a tempo pieno presso lo stabilimento Renault di Billancourt tra il 1934 e il 1939, ha ricoperto il ruolo di fotografo «itinerante». Tornato a lavorare come fotografo indipendente tra il 1945 e il 1956, ci ha lasciato una testimonianza unica sul lavoro nelle officine dell’Ile Seguin, a Boulogne-Billancourt. Il suo obiettivo: «mostrare la consistenza delle cose e l’espressione delle persone».

Membro fondatore del movimento del Nuovo Realismo, Arman – pittore, scultore e artista plastico – nel 1967 ha lavorato all’interno dello stabilimento Renault di Billancourt utilizzando materiali industriali. Questi laboratori rappresentavano per lui un vero e proprio laboratorio creativo. Tra le sue realizzazioni figurano diverse opere che accumulano parti di automobili, come Accumulation Renault N°162 (1968) o Accumulation d’éléments mécaniques ( 1969), e oli come Composition (1974).
Della stessa corrente, Jean Tinguely è appassionato di meccanica. La sua collaborazione con Renault è quindi naturale e prolifica. Come lui stesso definisce, «il mio lavoro è controbilanciare il caos», come illustrano opere quali Bascule V (1967), Requiem pour une feuille morte (1967) o Meta pandemonium ( 1981).


Erró, pittore finlandese, è noto per la sua arte figurativa realista che fonde immagini tratte sia dalla cultura popolare che dalla storia dell’arte. Negli anni ’80 ha lavorato al ravvicinamento tra il mondo industriale e quello dell’arte. In particolare, ha preso a modello la storica Renault 5 nella sua opera Caravaggio R5 (1986), che ne illustra lo scarto semantico, ma anche l’illustrazione dell’accumulo con il paesaggio Motor Scape (1984). Erró è uno degli artisti di cui la Collezione d’Arte Renault conserva il maggior numero di opere: 2 acquerelli, 6 tele e 61 collage.
Pittore e artista plastico di origini ungheresi, Victor Vasarely è il fondatore dell’Arte ottica, una corrente dell’astrazione geometrica che gioca sulla vibrazione o sull’impressione di movimento. Ha lavorato a stretto contatto con il laboratorio di verniciatura dello stabilimento Renault di Billancourt. Nel 1972 ha creato l’iconico logo della marca Renault, a cui fa direttamente riferimento il logo attuale. Tra le sue opere realizzate per l’azienda, la Collezione comprende in particolare Gordium PS positif (1951), 166 Sirs-kek ( 1953) e Pokol (1973).

Pittore, scultore e artista plastico francese, Jean Dubuffet è stato il primo teorico dell’art brut. Le sue opere spettacolari e imponenti sconvolgono i punti di riferimento visivi e i riflessi corporei.
Già dal 1973, beneficia del supporto tecnico e tecnologico del Gruppo.
Un episodio significativo di questa collaborazione è l’uso della macchina Delta 3D, destinata all’ingrandimento di modelli di automobili, che gli ha permesso di passare dal modello in scala a dimensioni umane. La scoperta, nei laboratori, di tecniche all’avanguardia e di nuovi materiali come il poliestere e il polistirolo ha costituito una tappa importante nel suo percorso artistico.

Un altro esempio di collaborazione èl’opera «RedHot» della scultrice Angela Palmer, che suscitagrande stupore.Realizzata nel 2014, riflette il suo fascino per la dimensione organica dei sistemi di scarico, il cui rosso-arancio evoca il rapido aumento della temperatura dei tubi di scarico a pieno carico di un motore di Formula 1.











