Alta tecnologia automobilistica e produzione in serie: un'equazione impossibile?

Pubblicato il

Alta tecnologia automobilistica e produzione in serie: un'equazione impossibile?

Sommario dell'articolo

Stabilimento Renault ad alta tecnologia

Immaginate di dover progettare un razzo, dotarlo di milioni di righe di codice, sistemi elettronici ultrasensibili e materiali all’avanguardia… poi immaginate di doverne produrre uno ogni 60 secondi, a un prezzo accessibile, senza alcun margine di errore. È questa la sfida quotidiana del settore automobilistico. Nel Grouppo Renault, questa equazione – alta tecnologia e produzione in grande serie – si basa su un punto di forza raro: una doppia competenza sostenuta da team esperti nella progettazione dei prodotti e nei processi industriali.

L'auto moderna: un concentrato di ipertecnologia

Nel 2026, un'auto non sarà più un semplice insieme di componenti meccanici.

Si tratta di un sistema integrato di estrema complessità, in cui interagiscono elettronica, software, energia, materiali avanzati e intelligenza artificiale, in particolare:

  • da 70 a 200 sensori,
  • fino a 100 centraline,
  • circa 200 milioni di righe di codice, ovvero più di un aereo di linea.

Con l’affermarsi dei veicoli elettrici, l’elettronica di potenza riveste un ruolo centrale, la batteria diventa un sottosistema strategico e gli acciai ad alta resistenza si affiancano a materiali sempre più leggeri e performanti. E oggi, un’auto contiene tanto software quanto metallo.

Franck Naro

«L’auto è un oggetto altamente tecnologico che richiede competenze in materia dimeccanica, energia, software , chimica… e che deve muoversi in tutta sicurezza, in contesti talvolta imprevedibili e con conducenti che non hanno seguito una formazione standardizzata . Riunire tutte queste competenze in un prodotto di largo consumo è estremamente raro.»

Franck Naro

Vicepresidente del reparto Ingegneria: sviluppo progetti e produzione in serie

Il settore aeronautico e spaziale impiega tecnologie estremamente complesse, ma in volumi limitati. Gli elettrodomestici e la pelletteria sono prodotti in serie molto ampia, ma con una complessità tecnica minore. Il settore automobilistico, invece, combina entrambi gli aspetti: un livello tecnologico degno delle industrie più avanzate e ritmi di produzione paragonabili a quelli dei beni di largo consumo.

Lo fa inoltre ponendo una priorità imprescindibile: la sicurezza assoluta. Un'auto non può «bloccarsi» come uno smartphone: trasporta delle vite umane e deve quindi funzionare con un livello di affidabilità estremamente elevato.

A queste esigenze tecniche si aggiunge una dimensione emotiva del tutto particolare. Non si acquista un’auto solo per le sue prestazioni razionali; la si sceglie anche per ciò che esprime, per l’esperienza che promette e per l’attaccamento che suscita. È proprio questo connubio tra ragione e desiderio a rendere l’equazione industriale ancora più impegnativa.

Prodotto e processo: un dialogo costante fin dal primo schizzo

Progettare un oggetto così complesso è un'impresa ingegneristica. Produrlo in grande serie, senza rinunciare né alla tecnologia né all'accessibilità economica, richiede una competenza rara. Nel Grouppo Renault, ciò si basa sulla convergenza fondamentale tra la progettazione del prodotto e il processo industriale. Questo duplice know-how rappresenta la capacità unica di progettare veicoli innovativi, padroneggiandone al contempo la produzione industriale su larga scala.

Karine Humbert

«Siamo coinvolti fin dal primo schizzo.Forniamo fin da subito i requisiti industriali affinché vengano integrati già in fase di progettazione del veicolo.»

Karine Humbert

Vicepresidente per la strategia industriale e le operazioni aziendali

Ciò significa che lo stabilimento non interviene solo alla fine del progetto, quando tutto è ormai definito. Partecipa invece alla riflessione fin dall’inizio: numero di componenti, scelte tecnologiche, struttura dei sottogruppi, compromessi tra costi e prestazioni.

Questa progettazione congiunta consente di:

  • evitare innovazioni difficili da industrializzare,
  • di ridurre i costi,
  • di garantire l'affidabilità dei lanci,
  • accelerare i cicli di sviluppo.

«La vicinanza tra il prodotto e il processo è indispensabile. Se ci si concentra troppo sul prodotto, si crea una complessità ingestibile in fabbrica. Se ci si concentra troppo sul processo, si limita l’innovazione», sintetizza Franck Naro. «L’equilibrio è delicato.»

Questa ricerca dell’equilibrio rappresenta un forte elemento di differenziazione. In alcune case automobilistiche, l’ingegneria prevale e l’industrializzazione deve adeguarsi. In altre, la logica dei processi può limitare la creatività. Nel Grouppo Renault, invece, le prestazioni nascono proprio dal costante scambio tra questi due aspetti.

Industrializzare prima dell’industrializzazione: il potere dei prototipi

Presso il Centro di realizzazione dei prototipi di Guyancourt, i veicoli vengono assemblati in condizioni simili a quelle della produzione in serie, con robot e operatori, proprio come in fabbrica. Non si tratta solo di convalidare il progetto di un veicolo, ma di mettere alla prova il sistema industriale stesso, individuare i punti critici e ottimizzare i processi a monte.

Questo approccio riduce notevolmente i rischi legati al lancio industriale, accorcia i tempi e limita gli investimenti necessari per introdurre un nuovo modello in uno stabilimento. Ciò spiega perché, nel Grouppo Renault, il “costo di ingresso” sia più contenuto e più rapido rispetto ad altre organizzazioni.

Che cos’è il “biglietto d’ingresso” nel settore automobilistico?

Il «costo di ingresso» indica l’investimento necessario per sviluppare e lanciare un nuovo modello automobilistico.

Si tratta di un importo molto elevato, spesso dell’ordine di diverse centinaia di milioni di euro, poiché comprende:

  • la progettazione completa del veicolo;
  • lo sviluppo delle tecnologie di bordo (elettronica, software, sistemi di assistenza alla guida, ecc.);
  • la realizzazione delle attrezzature industriali necessarie alla produzione;
  • l’ottenimento di tutte le omologazioni normative, obbligatorie prima di qualsiasi commercializzazione.

Con l’avvento dell’elettrificazione e la crescente importanza del software di bordo, tale importo non ha smesso di aumentare: ora è necessario padroneggiare le batterie, l’elettronica all’avanguardia, i sistemi di assistenza alla guida e disporre di infrastrutture di produzione adeguate.

Quando il processo diventa una leva per l’innovazione: l’esempio di JetPrint Paint

L'arrivo della Renault 4 E-Tech electric a Maubeuge nel 2025 illustra perfettamente la sinergia tra lo sviluppo del prodotto e l'adeguamento del processo industriale. Per soddisfare le specifiche tecniche del veicolo e proporre un'offerta di personalizzazione bicolore di alta gamma, i team dello stabilimento hanno dovuto affrontare una doppia sfida: lanciare il primo veicolo privato al 100% elettrico del sito e, al contempo, implementare una tecnologia di verniciatura del tutto inedita.

Questa stretta collaborazione tra progettazione del prodotto e ingegneria di processo ha permesso di sviluppare il Jetprint Paint, una novità mondiale per un costruttore generalista. Laddove il metodo tradizionale richiedeva due passaggi di verniciatura, un rivestimento manuale di diverse ore e una doppia essiccazione in forno, il nuovo processo integra direttamente la verniciatura bicolore nella linea di produzione. Due robot eseguono ora la verniciatura del tetto e del cofano in sei minuti, con precisione perfetta.

Vantaggi:

  • 1,7 GWh di energia risparmiata,
  • 331 tonnellate diCO₂ evitate,
  • zero spreco di vernice,
  • zero materiali di mascheratura utilizzati.

Velocità, pressione competitiva e continuità digitale: il marchio distintivo del Grouppo Renault

La complessità tecnologica non è più l’unica sfida. La velocità è diventata un fattore strategico. In un contesto in cui alcuni attori, tra cui il Grouppo Renault con la Nuova Twingo in particolare, sono ormai in grado di sviluppare un veicolo in meno di due anni, la capacità di accelerare i tempi senza compromettere la qualità né far lievitare i costi è determinante. «Operiamo in un contesto di concorrenza agguerrita», ricorda Karine Humbert. «Dobbiamo riuscire a lanciare un prodotto tecnologico e accessibile in tempi molto brevi, senza compromettere la qualità e la sicurezza.»

A questa esigenza si aggiunge una pressione economica particolarmente forte sui mercati e nei segmenti in cui opera il Grouppo Renault. In un contesto caratterizzato da una transizione energetica meno lineare, dall’intensificarsi della concorrenza internazionale (in particolare quella asiatica) e da una persistente volatilità macroeconomica, ogni decisione relativa a prodotti e processi deve integrare una rigorosa disciplina dei costi, preservando al contempo il valore e il margine.

È proprio qui che lo “stile Grouppo Renault” si esprime appieno.

Una continuità digitale all’avanguardia

Lo stretto legame tra prodotto e processo si basa su un’elevata continuità digitale. Qualsiasi modifica apportata in fase di progettazione si riflette immediatamente nell’ambiente industriale virtuale, consentendo di simulare gli impatti, anticipare i vincoli e ottimizzare le scelte ancora prima della produzione effettiva.

Questa integrazione organizzativa e digitale, ancora poco sviluppata a questo livello presso alcuni costruttori, costituisce un potente fattore di accelerazione in termini di tempistiche e gestione dei rischi.

L'elettrico come indicatore di elevati standard

Dopo oltre cento anni di motori termici, il Grouppo Renault ha attuato in pochi anni una profonda trasformazione industriale per progettare e produrre motori elettrici. Una sfida non da poco: nonostante il numero ridotto di componenti, la tecnologia elettrica è molto complessa e richiede estrema precisione. Questa trasformazione ha richiesto una fusione ancora più stretta tra progettazione del prodotto e processo industriale: piattaforme dedicate, integrazione dei pacchi batteria nei pianali, nuove linee di assemblaggio.

Lo stabilimento di Cléon, ad esempio, illustra perfettamente questa capacità di adattamento e di miglioramento continuo: le sue linee di produzione flessibili producono oggi tre diversi modelli di motori e lo stabilimento ha integrato nuove attività legate all’elettronica di potenza per controllare l’intera catena del valore.

«Il lavoro legato al prodotto e al processo è la nostra competenza», conclude Karine Humbert. «Collega ciò che vogliamo produrre, un oggetto tecnologico, al modo in cui lo realizzeremo affinché sia il più accessibile possibile, con un elevato livello di qualità e nei tempi più brevi».

Il Grouppo Renault padroneggia un’equazione che pochi attori al mondo sanno risolvere: progettare un prodotto high-tech e produrlo su larga scala, garantendo sicurezza, qualità, costi accessibili e rapidità. È il suo doppio DNA: chi sogna l’auto e chi la produce lavorano insieme, senza sosta. È questa alleanza che permette di produrre, letteralmente, un «razzo» ogni 60 secondi.

Domande frequenti

Un'auto moderna contiene fino a 200 milioni di righe di codice, da 70 a 200 sensori e fino a 100 centraline. Combina meccanica, elettronica di potenza, software e intelligenza artificiale, con requisiti estremamente elevati in termini di sicurezza e affidabilità.

La doppia competenza in materia di prodotto e processo indica la stretta collaborazione tra i team di progettazione e quelli industriali sin dal primo progetto del veicolo. Questa co-progettazione consente di tenere sotto controllo costi, qualità e tempistiche, pur garantendo la produzione in grande serie.

Grazie alla precoce industrializzazione dei prototipi, alla flessibilità dei propri stabilimenti e a un’avanzata integrazione digitale tra progettazione e produzione, il Grouppo Renault riduce gli investimenti necessari per il lancio di un nuovo veicolo.

L'integrazione delle batterie, dell'elettronica di potenza e del software di bordo richiede un maggiore coordinamento tra progettazione e produzione. Questo approccio consente di produrre veicoli elettrici complessi su larga scala.